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“Sua Maestà, Il Cariavis!“ L’aglianico del taburno”

Il 1 giugno 2022 è stata una giornata indimenticabile per la nostra famiglia.
Ancora una volta il CARIAVIS si riconferma tra le eccellenze del territorio del
Taburno al Concours Mondial de Bruxelles, aggiudicandosi la Grande Medaglia
d’Oro . È un Aglianico del Taburno in purezza. Prodotto direttamente dai vigneti storici dell’azienda, viene lasciato maturare in tonneau francese per 24 mesi con successivo affinamento in bottiglia. Il Cariavis è la punta di diamante dell’azienda proprio perché racconta la storia della famiglia, da cui deriva il nome di questa riserva.

Il medagliato in questione è un 2007, è la prima riserva dell’azienda dalla sua
apertura. Quindi è STORIA.

Il “Concours Mondial de Bruxelles “è il più importante concorso enologico
internazionale del vino di qualità, con la partecipazione di oltre 7300 vini
provenienti da 40 paesi e 6 continenti.
Il Cariavis si è confrontato con le migliori proposte nazionali e internazionali
ricevendo la Grande Medaglia d’Oro, il massimo riconoscimento del concorso
perché viene assegnata solo all’1% dei vini iscritti alla competizione.
L’azienda Terre Caudium ne è estremamente orgogliosa del risultato e questo
sicuramente contribuirà allo sviluppo delle eccellenze del territorio.

CampaniaSlow: A Cautano da Terre Caudium dove nasce Cariavis, ancora Gran Oro al Concours Mondial de Bruxelles

Articolo di Carlo Scatozza

“Salire a Cautano lungo il Taburno è sempre una bella avventura, ma stavolta non è per un appuntamento escursionistico sul massiccio del Parco Regionale lungo il verde del Camposauro o per la patata interrata del Taburno, e nemmeno per la succosa ciliegia della vicina Campoli che siamo venuti; la nostra meta è uno dei luoghi simbolo dell’Aglianico del Taburno Docg, l’Azienda Terre Caudium, a 400 mt s.l; una piccola grande realtà del vino sannita dove la qualità si avverte in ogni produzione gestita da varie generazioni dalla famiglia Caporaso; con Carmine che, seguendo le orme degli avi, iniziò a imbottigliare “a denominazione” il meglio del territorio.

Conoscemmo le figlie di Carmine, Sara e Annalisa con il suo genero ( sannita acquisito dalla piana napoletana) Fabio Caccavale in una degustazione guidata da Salvatore Landolfo a Caserta, presso il Civico 86 e così con Salvatore facemmo qualche mese dopo la pensata di andarli a trovare tutti nel loro regno. In cantina abbiamo anche scoperto il prezioso ruolo di Ruben, figlio di Carmine, che apprende dal padre una rara bibbia quotidiana di saperi enologici e agricoli.

Prima tappa il vigneto dell’Aglianico Docg dove si allevano le vigne protagoniste del Cariavis, 2 volte Gold Medal al Concours Mondial del Bruxelles, l’ultima proprio qualche giorno fa. L’importante giuria di uno dei pochi premi veri del mondo del vino internazionale è stata più volte, alla cieca, stregata da questo nettare sannita. Per comprendere l’importanza della manifestazione concorsistica internazionale che si è celebrata quest’anno in Italia, ( Calabria per la prima volta) , nella sessione Vini Rossi e Bianchi 2022, a gareggiare c’erano oltre 7300 vini provenienti da 40 paesi e 6 continenti. Tra i vincitori figurano etichette da tutto il mondo, a partire dai paesi produttori più affermati fino a Cina e Perù.

Nel quadro di risultati più che soddisfacenti per l’Italia, che con un totale di 351 medaglie che la collocano al terzo posto dopo la Spagna e la Francia, prima con 455 medaglie, buono il risultato della Campania che piazza ben 2 Medaglie Gran Oro ( una appunto con Cariavis 2007 Terre Caudium), 9 Oro e 11 Argento. Ora con la seconda Medaglia Gran Oro che penzola sulla bottiglia narriamo del percorso iniziato proprio da noi nella vigna dove nasce il Cariavis, una parte dei poco più di due ettari di proprietà; ci emoziona ma anche ci preoccupa poichè in questa scoscesa valle la Provincia di Benevento vorrebbe costruire una strada a scorrimento veloce, un’opera che, seppur può essere necessaria per vincere una scomoda mobilità per le popolazioni locali, rischia di assassinare, oltre alla vigna del blasonato Cariavis, finanche la vigna duecentenaria del Bue Apis della vicina Cantina del Taburno, passandoci proprio in mezzo…insomma uno scempio enologico e naturalistico che speriamo possa essere scongiurato, poichè la gente si deve muovere e le merci pure viaggiare meglio ma non certo distruggendo l’economia delle suddette popolazioni e le produzioni fiore all’occhiello del Made in Italy…

Il resto dei terreni vitati dei Caporaso , con spazio alla bacca bianca in modo particolare, si trova nella confinante Vitulano. I vigneti della località Pagliariello in cui nasce il Cariavis hanno più di 30 anni con una ricca argillosità. L’affinamento per 24 mesi e nella rovere del tonneau che becchiamo nella piccola cantina di fronte casa e ci dona il senso della grandezza di una etichetta che stupisce il mondo partendo da questi piccoli luoghi, in cui l’abbinamento alla degustazione è la salsiccia “privata” di casa Caporaso: un privilegio da ricordare.

Ma non solo Cariavis, è necessario volgere lo sguardo anche ad altre etichette: la gentile Coda di Volpe e la Falanghina per i bianchi, rivendicata come Beneventano Igp, ricca di sentori di pesca ed il Merum per la Dop Aglianico, anche questo con 11 mesi in rovere, stavolta barrique.

La famiglia Caporaso aderisce alla FIVI e ci tiene particolarmente condividendone i valori, contro una commercializzazione esasperata del vino, rifuggendo anche da quel circo Barnum che troppo spesso diventano ultimamente le espressioni pubbliche del vino campano. Poche migliaia di bottiglie per chi vuole il meglio dell’Aglianico del Taburno Docg, per chi non crede alla “crisi” dell’Aglianico, ma ne cerca davvero le vette oltre le mode. A prova di ogni degustazione alla cieca per i vini, la famiglia Caporaso è aperta all’ enoturista colto e attento, in vena di conoscenza e non di scampagnata, lieta di accogliere e di condividere momenti in scambio, non solo sorsi.

Terre Caudium al Boscolo Circo Massimo per la Premiazione del Cariavis

Terre Caudium sarà presente alla premiazione del “Concours Mondial de Bruxelles” con il suo Cariavis, vincitore delle “Grande Medaille d’Or 2021”, il prossimo 16 Settembre.

Un riconoscimento mondiale per uno dei nostri vini più apprezzati. L’evento sarà aperto a tutti, così come il nostro  invito ad essere presenti alla cerimonia di premiazione e alla degustazione libera.

Ecco il Programma della Giornata:

14.00 – 19.00 : apertura della degustazione libera.

19.30 – 20.30 : consegna delle medaglie e aperitivo leggero

Vi aspettiamo il 16 Settembre 2021, dalle ore 14, al Boscolo Circo Massimo, Via dei Cerchi, 87, Roma

Cariavis 2007 Aglianico del Taburno doc ne “I vini da non perdere in Campania” di Luciano Pignataro

“Una delle denominazioni più sottovalutate in questo momento è sicuramente l’Aglianico del Taburno. I motivi sono molteplici, non ultimo che a pochi chilometri si produce il Solopaca, uno dei rossi più famosi della Campania.


Da quando è stata ottenuta la docg (denominazione di origine controllata e garantita) le cose stanno progressivamente migliorando. Noi che seguiamo da tempo le vicende del vino sannita e meridionale possiamo limitarci a constatare la grande forza di questo rosso, soprattutto quando è prodotto in purezza e senza eccessive forzature. Non per fare retorica, ma nel caso di questo Aglianico davvero bisogna lasciar parlare il frutto senza forza né in surmaturazione e tanto meno con eccessivi effluvi di note dolci dei legni usati.


Si tratta di bottiglie che, quando sono trattae in questo modo, possono regalare davvero belel soddisfazioni. Come quellaportata da amici durante un bel pranzetto al Sauro, il Cariavis del 2007 prodotto da Terre di Caudium, piccola aziendina della famiglia Caporaso impegnata da quattro generazioni, ma la quinta è già in posta, nella voltivazione delle uve alle falde del Taburno. Un elevamento in grandi botti di rivere e tanto godimento su un pranzo assolutamente tradizionale culminato con un pollo che aveva camminato e beccato a lungo intorno al forno dove poi è finito con le patate.


In queste circostante l’Aglianico forse non esprime l’eleganza a cui si hanno abiatuato alcune interpretazioni con il legno piccolo, ma conserva un tono rustico e austero in cui la ciliegia è ben integrata a note di tabacco e di cenere, sapido e freschissimo al palato. Già, perché poi la cosa che non finisce mai di stupire quando si beve questo vino è la sua assoluta impossibilità ad invecchiare, come se ogni cantina avesse un ritratto di Dorian Gray di fronte alla bottaia. E noi ce lo godiamo ma pensiamo anche a quanto sarebbe stato buono tra altri dieci, venti, trent’ anni.”

Merum 2007 Aglianico del Taburno ne “I vini da non perdere in Campania” di Luciano Pignataro

“Succede con la prima domenica di bel tempo di mettersi in moto con amici e raggiungere per l’ora di pranzo gli stand allestiti nella piazza di Castelpoto per la ‘Fiera mercato della salsiccia rossa.

Appena il tempo di dare uno sguardo agli stand, dall’offerta non proprio impeccabile, per sedersi nello spazio gastronomia poco affollato. Queste premesse poco rosee finiscono però con il trasformarsi in piacevole momento quando si inizia a degustare un’insolita offerta gastronomica: pregevole frittatina di asparagi selvatici, ottimi broccoli lessati e conditi con olio extravergine di oliva, aglio ed alicette ed infine i salumi con la saporitissima salsiccia presidio Slow Food. Ma la sorpresa più piacevole è stato l’impatto con l’etichetta Merum, un aglianico Taburno Doc (annata 2007) prodotto da un’azienda per noi fino a domenica scorsa sconosciuta: Terre Caudium.

Un vino di bella struttura ma soprattutto di piacevolissima beva, con belli frutti rossi subito avvolgenti all’olfatto e ben avvertiti anche al gusto, dove la nota più convincente è data dalla marcata gioventù del nettare che presenta tuttavia un tannino già bello morbido. Questo calice, che pure nel colore mostra intensa gioventù, a poco più di due anni dalla vendemmia si mostra in piena forma, godibilissimo. Si tratta di un vino di alta collina, visto che l’azienda situata a Cautano (ma con vigneti anche in territorio di Vitulano) sorge intorno ai quattrocento metri sul livello del mare (3,5 gli ettari di proprietà). Le uve del ‘Merum’ provengono dalla vigna di proprietà detta “Ponterotto”, sita proprio in tenimento vitulanese. Resa di sessanta quintali per ettaro da una vigna con sistema di allevamento a pergola (tendone). La raccolta avviene a fine ottobre (da qui il frutto avvertibile giovane) con tre settimane di fermentazione in vasche di acciaio. A seguire il riposo di circa dieci mesi in barrique di secondo passaggio.

L’annata 2007 è stata la prima in bottiglie per questa giovanissima azienda che propone, oltre all’etichetta di cui stiamo parlando, anche un Aglianico Campania Igt ottenuto da uve che provengono da piante trentennali, una falanghina versione Taburno Doc e due etichette coda di volpe, un Igt Campania ed una Taburno Doc: tutto senza toccare le diecimila bottiglie.

I vari processi lavorativi sono seguiti da Sergio Romano che da queste parti (precisamente a  Torrecuso con i nettari di ‘Torre Varano’) si è già fatto segnalare con calici di notevole fattura. A noi non resta, viste anche le condizioni non certo ottimali di domenica scorsa, che spostarci a Cautano  per una visita aziendale e per una degustazione più attenta delle restanti etichette. Le premesse, in questo caso, sono di bella speranza.”    

 Questa scheda è di Pasquale Carlo